mercoledì 5 novembre 2025
K-Pop Demon Gimbap
lunedì 13 ottobre 2025
Bocconcini di pollo teriyaki e zucchine
Ieri sera a cena abbiamo parlato dei nostri trascorsi professionali, quando per arrotondare la paghetta facevamo i nostri primi lavori sotto padrone. Datori di lavoro che pretendevano l’impossibile, che tardavano i pagamenti, che ti mandavano a fare commissioni assurde invece del lavoro vero, che ti trattavano come un adulto ma ti davano compiti da bambino…
Un piccolo miracolo di equilibrio tra imbarazzo e tenerezza, che è poi l’essenza di The Office: la capacità di trovare il dolce anche nel più goffo dei momenti. Così, ieri sera ho cucinato un pollo teriyaki pensando proprio a Michael e Holly, due persone che s’incontrano a metà strada tra il disastro e la dolcezza.
domenica 28 settembre 2025
Melanzane al miso
domenica 24 agosto 2025
Bulgogi “Seoul Cooking Club”
mercoledì 30 aprile 2025
Sushi (Cafè Kappa)
venerdì 11 ottobre 2024
Beef Stew di Kiriko
martedì 8 ottobre 2024
Sukiyaki Amamizukan
mercoledì 11 settembre 2024
Pancetta croccante con chutney di mango
martedì 23 maggio 2023
Parmigiana di melanzane alla pizzaiola
L’altra sera a cena abbiamo parlato di ordine e creatività. In un’epoca dominata dagli insegnamenti di Marie Kondo c’è ancora posto per il disordine?
Una stanza disordinata induce a sopravvivere, per necessità, al di fuori dei confini dell’organizzazione, così diviene più facile pensare fuori dagli schemi. S. si è sempre aggrappata a questo: è vero che l’ordine produce scelte salutari, generose e convenzionali, ma è il disordine a generare la creatività.
Come conciliare tutto questo con la filosofia giapponese che promuove la forza del rigore? Forse, semplicemente, è una questione di equilibrio.
Il disordine può essere estremamente creativo, è vero, ma solo quando lo spazio diventa un contenitore fonte d’ispirazione. Al contrario, quando il caos ci travolge può essere lo specchio di un malessere a livello interiore che si ripercuote nella nostra quotidianità. Il rischio è quello di lasciarsi prendere la mano, fino a ritrovarsi nel disordine e nella disarmonia delle proprie relazioni sociali e affettive.
Il metodo delle 5S prevede un percorso costante, una svolta alle abitudini malsane. Un po’ come la dieta mediterranea (o quella dissociata, se fate palestra).
Si inizia classificando vestiti, oggetti e ricordi vari decidendo cosa tenere e cosa dare via (fase seiri), poi si passa al riordino vero e proprio (fase seiton) scegliendo un posto (il migliore possibile) per ogni cosa. Solo a questo punto si possono fare le pulizie (fase seiso), che devono essere puntuali, costanti e periodiche, tanto da arrivare al mantenimento dell'ordine e della pulizia (fase seiketsu). L’ultimo stadio rappresenta la disciplina (fase seitsuke), vero motore di ogni filosofia giapponese.
Per le ultime tre fasi potete farvi aiutare, ma le prime devono partire da voi. E S. finalmente sembra averlo capito.
SECONDI > PARMIGIANA DI MELANZANE ALLA PIZZAIOLA
Passata di pomodoro > 700 ml
Farina > qb
Mozzarella di bufala > 300 g
Parmigiano Reggiano > 100 g
Cipolla > 1
Olive verdi > 50 g
Capperi sotto sale > 1 manciata
Basilico > 1 mazzetto
Olio EVO > 4 cucchiai
Olio di semi di arachidi > 1 l
Sale > 1 pizzico
Pepe > 1 pizzico
Lavate le melanzane, asciugatele e tagliatele a fettine sottili (2 o 3 mm).
Una volta che le avrete spolverate di sale, adagiatele su un piano e lasciatele riposare per un’ora, fino a quando non avranno perso l’acqua di vegetazione.
Scaldate intanto l’olio extravergine d’oliva in una padella antiaderente e fate imbiondire a fuoco lento la cipolla affettata sottile.
Unite la passata di pomodori e il mazzetto di basilico, le olive verdi a rondelle, i capperi (dopo averli dissalati in acqua e strizzati), salate, pepate e fate cuocere coprendo con un coperchio, fino a quando il sugo non si sarà rappreso.
Sciacquate le fettine di melanzana, asciugatele bene e passatele nella farina, quindi friggetele in abbondante olio di semi e poi lasciatele asciugare su carta paglia.
Foderate una teglia con la carta forno, stendete un velo di sugo e coprite con uno strato di melanzane fritte.
Proseguite con un secondo velo di sugo e con la mozzarella tagliata a dadini, quindi spolverate di Parmigiano Reggiano grattugiato e coprite con un secondo strato di melanzane fritte.
Continuate fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di sugo e con una bella grattugiata di Parmigiano Reggiano.
Infornate per 40 minuti a 200 °C, lasciando gratinare bene la superficie.
Servite la parmigiana tiepida guarnendo con qualche foglia di basilico fresco.
giovedì 4 maggio 2023
Filetto di salmone alla soia con salsa di cipolle ai fichi
Ieri sera a cena abbiamo parlato di ex amici. Non è stato facile per S. tornare a fidarsi dell’amicizia. Liberarsi dei fantasmi del passato e affidarsi ancora una volta a qualcuno richiede tenacia e lei ha speso troppe energie per accettare il tradimento della persona a cui aveva dato la sua fiducia incondizionata. Non riusciva a trovare giustificazioni per quel tradimento perché l’amicizia non è di per sé accomodante, è più dogmatica dell’amore, non accetta sfumature di comodo ma solo colori primari. Se viene tradita è per sempre. Quell’abbandono era arrivato all’improvviso, in un modo del tutto inaspettato e l’aveva lasciata attonita, annichilita, incapace di reagire. Poi aveva provato odio e risentimento, sentimenti che dovevano essere elaborati e lasciati andare via. E finalmente un giorno ha capito che reprimere la rabbia, la tristezza e il dolore non era la strada giusta per andare avanti, così ha smesso di combatterli e di sopprimerli, riuscendo a sconfiggere il ricordo. Ce l’ha fatta perché ha smesso di ignorare una semplice verità: lei era innamorata di quel suo amico speciale, ma di un amore che non poteva essere ricambiato e che oggi, per sua fortuna, non esiste più.
SECONDI > FILETO DI SALMONE ALLA SOIA CON SALSA DI CIPOLLE AI FICHI
Salmone > 400 g
Cipolle > 300 g
Marmellata di fichi > 2 cucchiai
Brodo vegetale > 1 l
Olio EVO > 4 cucchiai
Aceto di vino bianco > 4 cucchiai
Zucchero > 60 g
Sale > 2 pizzichi
Pepe > 2 pizzichi
Per la marinatura:
Vino aromatico > 1/2 bicchiere
Salsa di soia > 4 cucchiai
Zucchero > 1 cucchaio
Zenzero fresco > 2 cm
Aglio > 1 spicchio
Sbucciate le cipolle, affettatele finemente, mettetele in una ciotola capiente e tenetele a bagno per 30 minuti nell’acqua fredda.
Preparate intanto la marinatura per il salmone: in una ciotola sciogliete lo zucchero nel vino bianco aromatico, aggiungete la salsa di soia, 1 spicchio d’aglio pestato e lo zenzero grattugiato.
Togliete la pelle dai filetti di salmone partendo dal lato della coda e mantenendo la lama quanto più possibile aderente alla pelle, per avere il minor scarto possibile. Eliminate con una pinzetta le eventuali spine rimaste e lavate i filetti per rimuovere le squame. Asciugateli con la carta da cucina.
Immergete i filetti di salmone nella marinatura e lasciateli riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.
Scolate le cipolle e fatele cuocere in una padella antiaderente bagnandole col brodo vegetale, un mestolo alla volta.
Dopo 30 minuti aggiungete lo zucchero, 1 pizzico di sale, 1 di pepe e l’aceto di vino bianco, proseguite la cottura per altri 20 minuti e poi unite la marmellata di fichi. Cuocete la salsa mescolando spesso, fino a quando le cipolle non si saranno completamente disfatte.
Strofinate ora il fondo di una padella antiaderente con 1 spicchio d’aglio tagliato a metà. Aggiungete l’olio e rosolate i filetti di salmone (dopo averli asciugati bene con la carta da cucina) 2 minuti circa per lato, facendo attenzione che l’interno rimanga rosa.
Fate restringere la marinatura a fuoco lento.
Servite il salmone su un velo di salsa di marinatura e accompagnatelo con un cucchiaio di salsa di cipolle ai fichi.




























