sabato 24 gennaio 2026

Torta di riso al kumquat con pistacchi e pinoli

Questo inverno è umido, lungo, appiccicoso. E quando la tristezza ti si attacca addosso non c’è niente di meglio di una torta che profuma di casa.
Prima di iniziare a lavorare al mio nuovo libro di cucina – questa volta dedicato ai drama coreani, da Crash Landing on You a Quando la vita ti dà mandarini, da Avvocata Woo a Squid Game – avevo bisogno di qualcosa di appagante e consolatorio. Così ho ripreso la torta di riso della mia infanzia, quella che faceva mia madre: riso cotto nel latte, zucchero, miele e frutta secca.
L’idea di questa variante mi è arrivata guardando una ciotola di kumquat rimasti dalle feste natalizie. Piccoli, lucidi, arancioni, il loro nome deriva dalla pronuncia cantonese dei caratteri gam gwat (“tangerino d’oro”). In Europa sono arrivati nell’Ottocento grazie al botanico Robert Fortune, ma sono originari della Cina e dell’Asia sud-orientale, e in Oriente si regalano spesso come portafortuna.
La cosa che più amo è che si mangiano interi, perché la buccia è dolce e fa da contrasto alla polpa acidula. E poi, per un fumettista come me, i kumquat hanno un retrogusto disneyano: nelle strisce originali americane di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, Eta Beta (Eega Beeva) li mangiava in salamoia, anche se i redattori italiani hanno riadattato il testo con "palline di naftalina" (sic…).
In questa ricetta li ho caramellati, per renderli morbidi e brillanti, senza l’effetto “frutta finta” che a molti fa odiare i canditi.
Insieme a pistacchi e pinoli, la torta di riso cambia faccia: resta un comfort food, ma con un taglio più contemporaneo.
Provatela perché è una torta che scalda la cucina, riempie la casa e ti rimette in asse.

DOLCI > TORTA DI RISO AL KUMQUAT CON PISTACCHI E PINOLI


Riso Originario > 200 g
Latte intero > 1 litro
Zucchero > 300 g
Uova > 3
Burro > 40 g
Vaniglia > 1 cucchiaino
Marmellata di limoni: 1 cucchiaio
Sale > 1 pizzico
Pistacchi non salati > 80 g
Pinoli > 30 g
Kumquat (mandarini cinesi) > 250 g
Miele > 1 cucchiaio
Cointreau > 1 tazzina

Lavate i kumquat (in alternativa potete utilizzare clementine non trattate) e tagliateli a metà, togliendo i semi.
Metteteli in pentolino con acqua fredda, portate a bollore 2 minuti e poi scolate. Ripetete una seconda volta (serve a togliere l’amaro).
Rimettete i kumquat nel pentolino con 150 ml di acqua e 150 g di zucchero.
Cuocete 15-20 minuti a fuoco medio, finché lo sciroppo non si addensa e le fette non saranno traslucide. Spegnete e lasciate raffreddare.
Scaldate intanto il latte, aggiungendo la vaniglia in polvere e il sale.
Quando prende bollore, versate il riso e cuocete 35-40 minuti a fuoco basso, mescolando spesso, e unite lo zucchero e la marmellata di limoni.
Quando il riso sarà cremoso e denso, togliete dal fuoco e mantecate col burro.
Una volta intiepidito, incorporate le uova una alla volta e poi il Cointreau, mescolando bene.
Aggiungete infine i pistacchi, i pinoli e i kumquat caramellati (tenendone qualcuno per la finitura), con un cucchiaio generoso del loro sciroppo.
Rivestite la teglia con carta forno (se la bagnate sarà più facile stenderla), versate l’impasto e livellate.
Cuocete in forno caldo a 180° per circa 50 minuti, fino a quando la superficie non sarà dorata e il centro ancora morbido ma fermo.
Fate raffreddare completamente e lasciatela qualche ora in frigorifero prima di servirla guarnendola con qualche kumquat caramellato e un velo del suo sciroppo.
La torta di riso si conserva per 4-5 giorni a temperatura ambiente.