lunedì 27 aprile 2026

Pesce spada al cartoccio con miso, chutney di agrumi e barba del frate

Ieri sera a cena abbiamo parlato di quelle relazioni che, quando finiscono, provano a riscrivere anche il passato. Ti lasciano addosso l’idea fastidiosa che la felicità sia arrivata con loro, che prima ci fosse solo una vita in pausa.
Un'amica è arrivata con una giacca leggera sul braccio e i capelli raccolti in un elastico troppo stretto, di quelli che lasciano il segno sul polso.
È solo fine aprile, ma fa già caldo. Le finestre erano aperte e dalla strada saliva il rumore dei motorini e la musica del bar all'angolo.
Si è seduta e ha detto: «Odio questo periodo. Appena inizia a far caldo sembra che tutto debba ripartire per forza, mentre io ho ancora la testa ferma a mesi fa». 
L. viene da una storia finita da poco. Una di quelle che sopravvivono nei riflessi, così le capita ancora di controllare se c’è una sedia libera accanto alla propria, spesso apparecchia per due, si volta quando passa qualcuno con lo stesso profumo.
Quando ha assaggiato il pesce spada, ha abbassato gli occhi sul piatto. È rimasta zitta per qualche secondo, poi mi ha raccontato di una cena al mare, anni prima. Fuori stagione anche quella.
Un tavolino traballante, il vento che portava via i tovaglioli, le mani sporche di agrumi. C’era una persona seduta davanti a lei, certo. Però nel ricordo c’era soprattutto lei: abbronzata, affamata, con un vestito comprato in un negozio sul lungomare e la sensazione di stare bene.
Ha bevuto un sorso d’acqua e ha ripreso la forchetta.
«Sai cosa?» ha detto. «Forse ero più felice prima». 
Certe cene servono a questo: a riprendersi un ricordo, appoggiarlo sul tavolo tra le briciole e poi lasciarlo andare insieme ai piatti sporchi.
Mentre entrava l’aria calda del quartiere, con l’odore dell’asfalto e dei tigli appena fioriti, L. ha sollevato il bicchiere. «A me» ha detto, e ha bevuto senza aggiungere altro.
Per tutto il resto della cena il telefono è rimasto a faccia in giù, spento, in mezzo a tutto quel vuoto che non faceva più paura.

SECONDI > PESCE SPADA AL CARTOCCIO CON MISO, CHUTNEY DI AGRUMI E BARBA DEL FRATE
Pesce spada > 2 tranci
Barba del frate > 300 g
Miso chiaro > 1 cucchiaio
Marmellata di arance amare > 1 cucchiaio
Salsa di soia > 1 cucchiaio
Arancia > 1
Limone > ½
Zenzero fresco > 2 cm
Semi di sesamo > 1 cucchiaio
Olio extravergine d’oliva > 4 cucchiai
Sale > 1 pizzico
Pepe > 1 pizzico

Per il chutney di agrumi:
Marmellata di agrumi > 4 cucchiai
Aceto di mele o di riso > 1 cucchiaio
Senape > 1 cucchiaino
Scorza d’arancia > qb
Zenzero fresco > 2 cm
Peperoncino > 1 pizzico
Timo fresco > qualche fogliolina
Sale > 1 pizzico

Preparate la salsa mescolando in una ciotola il miso chiaro, la marmellata di arance amare, la salsa di soia, un cucchiaio di succo d’arancia, poca scorza grattugiata, un filo d’olio e lo zenzero fresco grattugiato.
Lavate e asciugate bene i tranci di pesce spada con carta da cucina.
Sistemate ogni trancio al centro di un foglio di carta forno, quindi spennellatelo sopra e sotto con la salsa al miso e arancia.
Chiudete i cartocci sigillando bene i bordi e disponeteli su una teglia.
Cuocete in forno già caldo a 180 °C per circa 12-15 minuti, secondo lo spessore dei tranci.
Aprite i cartocci e, per rendere la superficie più lucida e leggermente caramellata, passate il pesce sotto il grill per un paio di minuti.
Nel frattempo preparate il chutney di agrumi mettendo in un pentolino la marmellata di agrumi, l’aceto, la senape, poca scorza d’arancia tagliata sottile, un pezzetto di zenzero grattugiato, un pizzico di peperoncino e un pizzico di sale.
Fate cuocere a fuoco basso per 4-5 minuti, mescolando, finché l’aceto perde la punta più aggressiva e la marmellata torna a una consistenza densa e lucida, simile a un chutney.
Spegnete e lasciate intiepidire, aggiungendo qualche fogliolina di timo fresco.
Pulite la barba del frate eliminando le radichette e le parti più dure.
Lavatela con cura sotto acqua corrente, cambiando l’acqua più volte se necessario.
Lessatela in acqua salata per 3-4 minuti, poi scolatela e passatela velocemente sotto l’acqua fredda.
Scaldate in una padella un filo d’olio con poco zenzero grattugiato e un cucchiaio di salsa di soia.
Aggiungete la barba del frate e saltatela per un minuto.
Fuori dal fuoco unite qualche goccia di succo di limone, poca scorza d’arancia grattugiata, pepe e semi di sesamo tostati.
Disponete il pesce spada nei piatti, aggiungete la barba del frate arrotolata con una forchetta e completate con una cucchiaiata di chutney di agrumi a lato. 

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