sabato 25 luglio 2026

Melanzane arrosto con burrata, ciliegie marinate e pistacchi

Ieri sera a cena abbiamo parlato delle persone che sanno cambiare idea. Di quelle che hanno l'onestà intellettuale di dire: «Mi sbagliavo».
G. ha confessato di aver passato una vita a evitare le melanzane. Le trovava amare, molli, pesanti. Poi, qualche settimana fa, le ha assaggiate cotte lentamente al forno, quasi caramellate, e si è chiesto come avesse fatto a ignorarle per così tanto tempo.
Da lì la conversazione è scivolata sull'amore, di come qualche anno fa lui lui e S. fossero arrivati a un passo dal lasciarsi. Per mesi avevano discusso sempre delle stesse cose, ognuno arroccato sulle proprie certezze, nel tentativo disperato di convincere l'altro. Poi una sera, durante l'ennesima lite, S. gli ha detto: «Forse il problema è che passi più tempo a cercare di cambiare me, anziché chiederti se sei disposto a cambiare idea».
Un colpo di fulmine tardivo. «Aveva ragione», ha ammesso M. «In quel momento ho capito che avere ragione e salvare una relazione non sempre coincidono».
Mentre sparecchiavo, mi è venuto da sorridere. Quando ho deciso di cucinare quel piatto, sapevo che M. aveva finalmente dato una seconda possibilità alle melanzane. Non immaginavo, però, che ci avrebbe raccontato di aver fatto lo stesso con la persona che ama.
Forse è per questo che continuo a divertirmi in cucina: perché a volte basta cambiare cottura, o punto di vista, per scoprire un sapore che avevamo sempre tenuto a distanza. E questo, dopotutto, vale anche per le persone.

ANTIPASTI > MELANZANE ARROSTO CON BURRATA, CILIEGIE MARINATE E PISTACCHI


Melanzane lunghe > 2
Burrata > 250 g
Ciliegie > 250 g
Pistacchi non salati > 40 g
Miele > 1 cucchiaino
Aceto balsamico bianco > 2 cucchiai
Limone > ½
Menta fresca > qualche foglia
Olio EVO > 5 cucchiai
Sale > 1 pizzico
Pepe nero > 1 pizzico

Lavate le melanzane e tagliatele a metà nel senso della lunghezza.
Incidete la polpa con tagli diagonali senza arrivare alla buccia.
Conditele con olio extravergine d'oliva, sale e pepe.
Disponetele su una teglia rivestita con carta forno e cuocetele a 200 °C per circa 35-40 minuti, finché saranno morbide e ben dorate.
Nel frattempo snocciolate le ciliegie e dividetele a metà.
Conditele col miele, l'aceto balsamico bianco, qualche goccia di succo di limone e un cucchiaio d'olio.
Lasciatele marinare una ventina di minuti.
Tritate grossolanamente i pistacchi e tostateli un paio di minuti in una padella asciutta.
Sfornate le melanzane, lasciatele intiepidire cinque minuti e disponetele sul piatto da portata.
Aprite la burrata direttamente sopra ogni melanzana, distribuendo anche la parte più cremosa.
Aggiungete le ciliegie con parte della loro marinata.
Completate con i pistacchi tostati, qualche fogliolina di menta spezzettata con le mani, un filo d'olio extravergine e una macinata di pepe nero.
Servitele tiepide.
Le melanzane saranno morbide e leggermente affumicate, la burrata fresca, le ciliegie ancora succose e il pistacchio darà quel contrasto croccante che rende ogni boccone diverso dal precedente.

giovedì 9 luglio 2026

Il miyeok-guk di Typhoon Family

Ieri sera a cena, invece di apparecchiare, mi sono preparato qualcosa da sgranocchiare e mi sono sistemato sul divano. Quando Giorgio è via, ogni tanto me lo concedo: una cena semplice, senza orari, lasciando che la TV mi faccia compagnia.
Mentre guardavo Typhoon Family, è arrivata puntuale una delle scene che più amo dei K-drama: il momento in cui i protagonisti si riuniscono a tavola per gustare insieme i piatti tipici della loro tradizione. 
È la vigilia dell’anniversario della compagnia Typhoon, ma per Kang Tae-poong è anche la vigilia del compleanno. Le due ricorrenze coincidono e finiscono così per intrecciarsi, dando un significato particolare sia alle pietanze servite sia ai piccoli gesti che accompagnano il pasto. D’altra parte, in lingua coreana, la parola taepoong (태풍) significa letteralmente “tifone”.
Nel drama, il compleanno è chiamato “il giorno dell’apertura delle orecchie” (귀 열린 날, gwi yeollin nal), espressione popolare usata soprattutto dagli anziani per indicare il giorno della nascita. L’immagine richiama il momento in cui il neonato viene al mondo, inizia a percepire i suoni e si apre alla relazione con ciò che lo circonda. Non ha un valore religioso, ma celebra simbolicamente l’inizio della vita e dell’ascolto. Questo modo di dire richiama un’espressione molto più diffusa in Corea, gwi ppajin nal (귀 빠진 날), letteralmente “il giorno in cui sono uscite le orecchie”, usata colloquialmente come sinonimo di compleanno. 
Per l’occasione Tae-poong mangia il tradizionale miyeok-guk, la zuppa di alghe e manzo che in Corea accompagna da sempre questa ricorrenza. Durante il pasto, Beom-soo, uno dei membri storici e pilastri dell’azienda, prende un grosso pezzo di carne dalla propria ciotola e lo mette in quella del ragazzo. È un gesto semplice che racconta però alla perfezione il concetto di jeong, collante invisibile della società coreana: quel senso di attaccamento che nasce e cresce con il tempo, attraverso la vicinanza e le relazioni quotidiane. Si può provare jeong per un amico d’infanzia, per il vicino di casa o persino per un oggetto a cui si è particolarmente legati. 
Anche il modo in cui Tae-poong consuma la zuppa risulterà familiare a molti coreani. Il riso viene servito a parte, ma tantissime persone lo versano direttamente nel brodo, mescolandolo alle alghe e al manzo fino a trasformarlo in un piatto unico, caldo e confortante. 
A quel punto ho messo in pausa la serie e ho pensato che questa ricetta meritasse di entrare anche nella mia cucina. Tra poco sarà il mio compleanno e mi è sembrato il momento giusto per svelarne dosi e ingredienti (in attesa del mio nuovo ricettario IN CUCINA CON I K-DRAMA COREANI, di prossima pubblicazione per Kappalab). 
Se qualcuno vorrà prepararmela, ecco come fare.

PRIMI > MIYEOK-GUK (ZUPPA COREANA DI ALGHE E MANZO)
Manzo (reale o punta di petto) > 250 g
Miyeok (o alga wakame) > 20 g
Aglio > 3 spicchi
Salsa di soia > 2 cucchiai
Olio di sesamo tostato > 2 cucchiai
Acqua > 1,5 l
Sale > q.b.
Pepe nero > q.b.
Riso bianco cotto > da servire a parte

Mettete il miyeok (o alga wakame) in ammollo in abbondante acqua fredda per circa 20 minuti, finché non sarà completamente reidratato. Scolatelo e strizzatelo delicatamente.
Tagliate il manzo a fettine sottili, conditelo con un cucchiaio di salsa di soia e lasciatelo insaporire per una decina di minuti.
Scaldate l’olio di sesamo tostato in una casseruola e fate rosolare il manzo per 2-3 minuti. Unite l’aglio tritato e mescolate senza lasciarlo scurire.
Aggiungete l’alga reidratata e fate insaporire tutto insieme per altri 2-3 minuti, continuando a mescolare.
Versate l’acqua, portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per circa 25-30 minuti.
Aggiungete il restante cucchiaio di salsa di soia e regolate eventualmente di sale e pepe. Il brodo dovrà risultare delicato, lasciando emergere il sapore delle alghe e dell’olio di sesamo tostato.
Servite il miyeok-guk ben caldo con una ciotola di riso bianco a parte. Come fanno molti coreani, potete gustare il riso separatamente oppure versarlo direttamente nella zuppa e mescolare tutto insieme, proprio come fa Tae-poong in Typhoon Family.



venerdì 3 luglio 2026

I miei ricettari per Kappalab, Ynnis e Insight Editions

Ci penso spesso: se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei scritto ricettari, probabilmente avrei sorriso.
È iniziato quasi per caso, traducendo un libro di cucina per l’editrice francese Ynnis. A forza di controllare ingredienti, dosi e procedimenti, e di mettere le mani in pasta per correggere le ricette, alla fine mi è stato proposto di scriverlo io, un libro di cucina!
Da quella scommessa sono entrato in una collana che, volume dopo volume, è diventata sempre più mia:

In cucina con gli anime della tv

In cucina con gli anime dello Studio Ghibli

In cucina con le fiction

E fra pochissimo arriverà il mio quinto titolo:

– IN CUCINA CON I K-DRAMA COREANI

La cosa più incredibile è che queste ricette hanno iniziato a viaggiare nel mondo, con edizioni in Francia (Ynnis) e negli Stati Uniti (Insight Editions)!

A ben guardare, però, la cucina è sempre stata un filo rosso nella mia vita:
– Il Sushi Café Kappa, fondato a Bologna nel 2000 con gli altri Kappa Boys
– Questo blog di cucina creativa
– I corsi di cucina tenuti per anni nelle librerie IBS
Forse il punto è proprio questo: ho sempre raccontato storie. A volte con un romanzo, a volte con un fumetto, a volte partendo da un piatto visto sullo schermo.
A proposito, qual è la vostra serie TV o anime preferito che vi ha fatto venire voglia di mettervi ai fornelli? Fatemelo sapere nei commenti! 👇