sabato 25 agosto 2012

Insalata ai tre cereali con pancetta caramellata, mele verdi e fiocchi di paprica rossa

Ieri sera a cena sono stato travolto da un ricordo improvviso e inatteso. Mentre parlavamo delle nostre adolescenze, mi sono sorpreso a rivivere singolari dettagli di un pomeriggio d’estate, dialoghi al telefono, colori e profumi.
La mia memoria funziona in maniera selettiva. Che non sarebbe male, di per sé. Peccato solo che non segua un principio unico e invariabile per discriminare ciò che andrebbe cancellato da ciò che invece meriterebbe di essere salvato.
Si dice che tendiamo a ricordare gli eventi sfortunati, perché sono quelli che si fissano più a lungo nella memoria. Oppure gli argomenti che davvero ci interessano, le persone che più ci piacciono, le cose che ci riguardano in maniera diretta o indiretta.
Non è il mio caso. Le maglie della mia memoria sono strette e istintive. Ho rimosso con inconsapevole noncuranza interi capitoli della mia esistenza, soprattutto quelli più dolorosi e drammatici, legati alla malattia o all’abbandono. Forse è per questo che non rimango mai arrabbiato a lungo. Di solito tendo a scordare le liti, ci passo sopra in fretta, ma spesso finisco col dimenticare anche le riconciliazioni e le scuse, rischiando di serbare rancore infinito.
Della maggior parte delle persone che incontro non ricordo né nomi né volti. Dimentico i finali delle storie, i titoli dei libri, e persino i nomi dei loro autori. Appuntamenti, date e un mucchio di altre informazioni vanno e vengono, ma potrei citare i numeri di telefono di ogni casa in cui sono vissuto. Senza con questo riuscire a tenere a mente il mio attuale numero di cellulare.
E se i nostri ricordi non fossero una replica delle nostre esperienze, ma la loro rielaborazione? La memoria non è un semplice deposito di tracce delle esperienze passate, ma una rete complessa di attività che ristrutturano costantemente il passato alla luce del nostro presente. E del nostro piano d’azione verso il futuro.

PRIMI > INSALATA AI TRE CEREALI CON PANCETTA CARAMELLATA, MELE VERDI E FIOCCHI DI PAPRICA ROSSA

3 Cereali > 400 g
Pancetta affumicata > 200 g
Mele Granny Smith > 2
Confettura di zenzero > 2 cucchiai
Fiocchi di paprica rossa > 20 g
Olio extravergine d’oliva > 5 cucchiai
Sale > 1 pizzico
Pepe > 1 pizzico

Lessate i tre cereali al dente, in abbondante acqua salata. Se utilizzate la Linea Benessere Gallo, il riso, il farro e l’orzo non vanno messi a bagno, cuociono insieme in soli 12 minuti e restano sempre croccanti.
Una volta pronti, scolateli e fateli raffreddare con un getto veloce di acqua fredda. Scolateli nuovamente e sgranateli in una capiente insalatiera.
Tagliate la pancetta affumicata a dadini, e fatela rosolare in una padella antiaderente con la confettura di zenzero.
Se non trovate la confettura di zenzero, potete utilizzare della confettura di limoni con l’aggiunta di una bella grattugiata di radice fresca di zenzero.
Unite ai tre cereali la mela, la pancetta caramellata e i fiocchi croccanti di paprica rossa.
Condite il tutto con l’olio extravergine d’oliva, il sale e il pepe.
Fate riposare in frigo per almeno un’ora prima di servire.

sabato 18 agosto 2012

Lasagne allo stracchino e asparagi con polpo, pinoli e uvetta

Ci sono giorni che non si staccano dalle pareti. Sono stanco, come dopo ogni litigio. Non c’è ragione. Non c’è giustificazione. Mi sento svuotato, non mi interessa nulla, in questo momento più del solito. In attesa di surgelare le lasagne che ho cucinato per distrarmi dai pensieri, leggo Alda Merini. Alda la pazza. Alda la poetessa romantica e carnale. Più volte mi è capitato di sentirmi addosso le sue parole. E questo brano che ha scritto per Giovanni Nuti mi racconta oggi più che mai. Perché è vero: spesso ci troviamo a illuminare gli altri, rimanendo per qualche ragione sempre al buio.
Cicabum cicabum cicabum cicabum. / Chi regala le ore agli altri / vive in eterno / gli orologi non sono mai andati / agli appuntamenti. / Si può essere qualcuno / semplicemente pensando / si può essere qualcuno / semplicemente pensando. / La nevrosi è qualche cosa / di circoscritto al pube. / C’è chi si masturba / per non perdere l’orientamento / Il sesso è sempre stato / il puntiglio di Dio / il sesso è sempre stato / il grande puntiglio di Dio. / Il mio letto è una zattera / che corre verso il divino. / Si va in manicomio / per imparare a morire. / Nessuno mi pettina bene / come il vento. / La pazzia mi visita almeno / due volte al giorno. / Confondere la merda / con la cioccolata / è privilegio / di persone colte. / Sono una piccola / ape furibonda. / Sono una piccola / ape furibonda. / La nudità mi rinfresca l’anima. / Ho avuto trentasei / amanti più iva. / Nessuno rinuncia al proprio destino / anche se è fatto di sole pietre. / I folli sono quelli / che resistono agli amori facili. / Non ho paura della morte / ma ho paura dell’amore. / Ogni uomo inventa / il suo tipo d’amore. / Ci sono giorni che / non si staccano dalle pareti. / Ci sono notti che / non accadono mai. / Illumino sempre gli altri / ma io rimango sempre al buio / Sono una piccola ape furibonda. / Sono una piccola ape furibonda. / Cicabum.

PRIMI > LASAGNE ALLO STRACCHINO E ASPARAGI CON POLPO, PINOLI E UVETTA

Sfoglia fresca > 250 g (6 fogli)
Asparagi > 450 g
Stracchino > 250 g
Parmigiano Reggiano > 100 g
Polpo > 600 g
Carota > 1
Sedano > 1 costa
Cipolla > ½
Alloro > 3 foglie
Pinoli > 1 manciata
Uvetta > 1 manciata
Paprica dolce > 1 cucchiaio
Vino bianco > 1 bicchiere
Olio extravergine di oliva > 4 cucchiai
Burro > 1 noce
Sale > 1 pizzico
Pepe > 6 grani

Lessate la sfoglia fresca per 2 minuti in acqua salata, un foglio alla volta.
Scolate ogni foglio e immergetelo in acqua ghiacciata, poi asciugatelo tamponandolo delicatamente con uno strofinaccio pulito.
Lessate gli asparagi in acqua salata (5 minuti se li preferite croccanti, oppure 15 minuti se li volete tenerissimi), quindi tagliateli a rondelle di circa 1 cm di spessore.
Imburrate generosamente una teglia per lasagne e stendete il primo foglio di pasta sfoglia.
Versate qualche cucchiaio di stracchino, una manciata abbondante di Parmigiano Reggiano grattugiato e qualche asparago, distribuendo il tutto uniformemente.
Stendete gli altri fogli di pasta sfoglia, versando su ognuno lo stracchino, il Parmigiano Reggiano e gli asparagi.
Sull’ultimo foglio di pasta sfoglia versate solo il Parmigiano Reggiano e gli asparagi.
Riscaldate il forno e cuocete le lasagne per 40 minuti a 180°.
Riempite intanto d’acqua una pentola capiente, e aggiungete il sale, la carota, il sedano, la cipolla, l’alloro, il pepe e il vino bianco.
Portate a ebollizione, quindi immergete il polpo nell’acqua per tre volte tenendolo dalla testa, finché i suoi tentacoli non si saranno arricciati e ammorbiditi.
Lasciate il polpo nell’acqua bollente, abbassate la fiamma, e fatelo cuocere coperto per circa un’ora, fino a quando non risulterà tenero.
Spegnete il fuoco, e fate raffreddare il polpo nell’acqua di cottura.
Una volta freddo, scolatelo e passatelo sotto l’acqua corrente, strofinando delicatamente i tentacoli per eliminare la pelle e le ventose, e poi tagliatelo a pezzetti.
Saltate per un paio di minuti i pezzetti di polpo nell’olio extravergine di oliva con l’uvetta, i pinoli e la paprica dolce.
Sfornate le lasagne e lasciatele riposare per 10 minuti.
Prima di servirle, versate sulle lasagne il polpo ancora caldo, con il suo fondo di cottura.

lunedì 13 agosto 2012

Terrina di pollo e prugne con pancetta affumicata e lardo di Colonnata

Sapevo che ieri sera a cena mi sarebbe aspettata una sfida decisamente impegnativa. Le premesse c’erano tutte: non solo i miei ospiti provenivano da quattro regioni dalla spiccata identità culinaria (Lombardia, Piemonte, Toscana e Calabria), ma da giorni continuavano a provocarsi su quale fosse la miglior cucina tra quella tradizionale e quella creativa.
L’italiano medio è da sempre poco curioso. Non improvvisa mai e si affida sempre alle ricette della tradizione. Non ama fare scelte avventate, non vuole piatti nati per caso. Prende ogni decisione con calma, valutando prima dove potrà portare. E se qualcun altro l’ha già presa per lui, tanto meglio.
I classici della cucina italiana sono rassicuranti e sinceri, indiscutibilmente buoni e non ti chiedono mai di scegliere, e quindi di esporti. Non ti raccontano una storia, ma hanno fatto la storia. E le nostre mamme ce lo ripetono sempre.
I piatti della tradizione sono divenuti classici perché hanno superato gli anni e le mode. Ci penso ogni volta che assaggio una Zuppa Inglese. Però è anche vero che di Zuppa Inglese non ne mangio molta, perché alla fine mi piace sperimentare, provare cose nuove.
La cucina creativa non è da tutti. È come un viaggio in terre sconosciute. Allontana le ricette dalle loro origini storiche e geografiche, proponendo abbinamenti inconsueti in un inaspettato “melting pot” culinario. Spesso riadatta e contamina ricette della tradizione, quasi a volerle mettere in discussione. Non è facile imporre una cucina creativa in un ambiente gastronomico ostile alle novità. Lo sanno bene pioneri come Gualtiero Marchesi o lo staff del Ristorante Trigabolo di Argenta, passati alla storia come eroi.
Personalmente, quando fuggo dalla mia città non ordino mai cose che mangio abitualmente a casa, come i passatelli, le lasagne o le tagliatelle al ragù. Così come all’estero non mangio mai italiano. Sono cresciuto con i piatti della tradizione, e un giorno ho iniziato a rivisitarli. Perché i vestiti che indosso non hanno lo stesso taglio di quando ero ragazzo. Perché la cucina è arte, e le avanguardie artistiche ci hanno sempre dimostrato che l’arte si nutre costantemente di un nuovo modo di guardare il mondo, di una nuova morale e di nuove ideologie.
E così ho cercato di accontentare tutti i miei ospiti, stupendo i più temerari e rassicurando i meno curiosi. Un piatto nato dall’improvvisazione, e dalla voglia di stare insieme. A prescindere dalle convenzioni.

SECONDI > TERRINA DI POLLO E PRUGNE CON PANCETTA AFFUMICATA E LARDO DI COLONNATA

Petto di pollo > 800 g
Prugne secche > 120 g
Pancetta affumicata > 120 g
Lardo di Colonnata > 60 g
Limone > 1 (non trattato)
Rosmarino > 1 rametto
Alloro > 3 foglie
Vino bianco > ½ bicchiere
Olio extravergine d’oliva > ½ bicchiere
Burro > 1 noce
Sale > 1 pizzico
5 spezie > 1 pizzico

Tagliate il petto di pollo a cubetti, conditelo con il sale e il mix 5 spezie (finocchio, anice stellato, pepe di Szechuan, cannella e chiodi di garofano), e lasciatelo marinare per una notte in un’emulsione di olio extravergine d’oliva e vino bianco, aggiungendo le prugne secche a pezzetti, il rosmarino, l’alloro e la scorza grattugiata del limone.
Rivestite una pirofila con carta da forno bagnata e strizzata.
Versate nella terrina un primo strato di pollo marinato, dopo aver eliminato il rosmarino e le foglie di alloro. Pressatelo bene.
Coprite con le fette di lardo di Colonnata, quindi versate un secondo strato di pollo, pressandolo altrettanto bene.
Aggiungete una noce di burro e sigillate la terrina con un foglio di carta di alluminio.
Cuocete a bagnomaria in forno a 180 °C per un’ora, poi togliete l’alluminio e proseguite la cottura per altri 20 minuti.
Sfornate, sformate e lasciate raffreddare.

martedì 7 agosto 2012

Code di gamberi e avocado in salsa di maionese alla pesca

Questa sera non ho voglia di uscire a festeggiare. Invece di imporre a me stesso un compleanno convenzionale, ho lasciato che a guidarmi fosse il mio corpo.
Mi sono preso un giorno di assoluto relax per raccogliere i pensieri allegri, tristi, dolci, amari. Ce ne sono tanti dentro ognuno di noi, a volte le parole non sono altro che confusione, un rumore fastidioso che ci distrae dal pensare. Come la troppa luce oscura un cielo stellato, così l’eccesso di parole crea un inquinamento verbale che impedisce di dare alle frasi il giusto peso.
Un compleanno ad agosto può rivelarsi un’occasione preziosa per riallinearsi con se stessi e ascoltare i propri bisogni.
Approfittando di una città chiusa per ferie, ho cercato il silenzio come la musica ha bisogno di pause e una poesia di spazi bianchi. E nel silenzio mi sono concesso di essere gentile e paziente con me stesso, perché ogni tanto è giusto perdonarsi e considerare gli errori di percorso come un ulteriore passo verso il miglioramento.
Non è possibile festeggiare se non c’è una quiete dentro di noi. Viviamo in una società che ha bisogno del chiasso per rimuovere il vuoto di valori che ha in sé. Mi sono allora rilassato in cucina, concentrandomi su pensieri potenzianti, provando una gioia intima, da condividere solo con la persona che amo. L’unica capace di entrare nei miei silenzi.
Ecco, per me la festa è un barlume di senso, una luce gettata su un incrocio di vite. Quando, finalmente, respiro a pieni polmoni aria di famiglia.

ANTIPASTI > CODE DI GAMBERI E AVOCADO IN SALSA DI MAIONESE ALLA PESCA

Code di gamberi > 32
Avocado > 2
Limone > 1
Pesca > 1 (matura e profumata)
Maionese > 100 g
Valeriana > 100 g
Sale > 1 pizzico
Pepe > 1 pizzico

Lavate e sgusciate le code di gamberi, e incidetene il dorso per eliminare il filo nero (se necessario, aiutatevi con uno stuzzicadenti).
Gettatele in acqua bollente leggermente salata e fatele cuocere per 2 minuti, poi scolatele e lasciatele intiepidire.
Sbucciate una pesca e passatene la polpa al mixer fino a ridurla in purea.
Incorporate delicatamente la maionese alla pesca, e profumate il composto ottenuto con un’abbondante macinata di pepe.
Versate le code di gamberi nella salsa e lasciate riposare in frigo per un’ora.
Tagliate l’avocado a metà, eliminate il nocciolo e bagnatelo con il succo di limone per evitare che annerisca.
Disponete mezzo avocado su un letto di valeriana, quindi riempitene la cavità con le code di gamberi.
Guarnite con fettine di limone e di pesca.
In alternativa alla pesca potete utilizzare 100 g di fragole (e guarnire il piatto con qualche goccia di aceto balsamico).

sabato 21 luglio 2012

Hamburger di sfoglia con mela, caprino e speck croccante

Ieri sera si è svolta a Ferrara l’abituale grigliata a Parco Urbano organizzata da Arcigay e Arcilesbica. Quest’anno, a fare da supporter alla carne alla brace, sono state le ricette di Neparliamoacena Banqueting.

Cucinare per oltre cento persone può sembrare un’impresa titanica, ma se il buffet è ragionato bene si possono raggiungere ottimi risultati con poche ore di lavoro.
Il segreto è servire piatti semplici ma ricercati, che propongano inediti e curiosi incontri di gusto, ma che non temano ritardi nel servizio o difficili condizioni climatiche.
Una pasta fredda può sembrare banale, ma ricordate che è sempre il condimento a dare sapore al successo. 
Lavorate sui contrasti: la morbidezza e la dolcezza del melone può essere unita alla croccantezza del prosciutto scottato in padella e al gusto amarognolo della rucola. Il tutto servito freddo.
Oppure scegliete un riso capace di tenere la cottura, e conditelo lasciandovi ispirare dalla stagione. Io ho scelto il riso rosso della Camargue, che ho ricevuto inaspettatamente in regalo da Riso Gallo. Un riso integrale che non avevo ancora mai provato, dal piacevole aroma di nocciole e dall’inconfondibile croccantezza dei chicchi. Potete bollirlo e condirlo in insalata anche un giorno prima, certi che non vi tradirà. Io l’ho servito con scorza di limone grattugiata, formaggio feta e foglie di menta, condendolo con un’emulsione di olio extravergine d’oliva e marmellata di agrumi. È stato il piatto principe della serata, il primo a finire.
Le ricette che ho servito ieri sera ad ALTROGRILL le trovate già tutte in questo blog. Ma non vi lascerò a bocca asciutta: ecco un veloce finger food da servire freddo come antipasto o per un aperitivo speciale, sorseggiando spremuta d’arancia e amaretto…

ANTIPASTI > HAMBURGER DI SFOGLIA CON MELA, CAPRINO E SPECK CROCCANTE

Pasta sfoglia > 1 rotolo
Mela Pink Lady > 1
Caprino > 60 g a porzione
Speck > 1 fetta a porzione
Limone > ½
Olio extravergine d’oliva > 1 cucchiaio
Sale > 1 pizzico
Pepe > 1 pizzico

Servendovi di un coppapasta, ritagliate due cerchi dal vostro rotolo di pasta sfoglia.
Fateli cuocere in forno per qualche minuto a 180°, su una teglia ricoperta di carta da forno, fino a quando non saranno gonfi e dorati.
Lavate la mela, privatela del torsolo utilizzando l’apposito attrezzo, e senza sbucciarla tagliatela a fettine sottili (mezzo centimetro circa).
Irrorate le fette con il succo del limone per evitarne l’ossidazione e fatele cuocere in forno a 180° per 15 minuti.
Nel frattempo, scottate lo speck in una padella antiaderente (senza l’aggiunta di altri condimenti) fino a quando non sarà croccante.
Disponete sul piatto da portata un cerchio di sfoglia, adagiatevi sopra una fettina di mela e un cucchiaio di caprino condito con olio, sale e pepe.
Aggiungete la fetta di speck croccante e coprite con il secondo cerchio di sfoglia.
Servite l'hamburger accompagnandolo con qualche mandorla e un’ulteriore spolverata di pepe. 


venerdì 13 luglio 2012

Spuma di ricotta alla camomilla su torta di miele

Ieri sera a cena si è parlato di vecchi amori. Basta poco a farceli tornare in mente: un profumo, una città o una vecchia canzone da film francese, di quelli zeppi di sentimenti, amour fou, parole a sovrapporsi e incontri del destino. Torniamo con la mente alle cotte liceali, alle storie più libere e adulte dell’università, alle relazioni che credevamo importanti, alle convivenze vissute o possibili. I ricordi viaggiano a ritroso, anche se noi non torneremmo mai indietro a quegli anni, allo sparire della passione, al finire del romanticismo a ondate imprevedibili per frequenza, occasione e portata.
Sentimentalmente, i vecchi amori sono quelli che si dimenticano in fretta, o che per alcuni non si scordano mai. Per una nostra amica si trasformano semplicemente in amicizie di sesso.
In questi anni si è molto parlato di prevalenza dell'emo, che non è solo un'etichetta per classificare una nuova timidezza. Il semi-sesso è anche sesso emo: non ha prerogative forti, permette di scivolare da uno stato di vuoto a uno di pieno. È un contatto empatico, un coinvolgimento non strettamente sessuale che nasce dalla voglia di condividere un'intimità comune.
Si è sempre più affamati di tatto, di coccole e carezze da scambiarsi fra amici, senza complicazioni sentimentali. Perché così le emozioni il giorno dopo svaniscono, facendo ritornare tutto alla normalità.
Sarò all’antica, ma vivo nel presente. E non voglio che le emozioni spariscano, soprattutto in amore.

DOLCI > SPUMA DI RICOTTA ALLA CAMOMILLA SU TORTA DI MIELE

Ricotta di mucca > 250 g
Panna fresca > 250 g
Zucchero > 300 g
Camomilla > 2 bustine
Uova > 2
Olio di semi di girasole > 120 ml
Liquore Strega > ½ bicchiere
Farina > 300 g
Lievito in polvere > 1 bustina
Cannella > 2 cucchiaini
Miele di erica > 200 g
Caffè > 2 tazzine
Uvetta > 20 g
Sale > 1 pizzico

Montate le uova con 200 g di zucchero, fino a ottenere un composto soffice e spumoso.
Unite l’olio, il miele e la farina a pioggia. Continuate a frullare incorporando uno dopo l’altro 3 cucchiai di liquore Strega, il caffè, la cannella e il sale.
Aggiungete l’uvetta ammollata e ben strizzata, e versate l’impasto in una tortiera unta con olio e infarinata.
Cuocete la torta in forno caldo a 180° per 80 minuti, quindi sformatela e lasciatela raffreddare.
Lasciate la camomilla in infusione nella panna fresca per 12 ore (in alternativa potete sciogliere nella panna fresca 2 bustine di camomilla solubile).
Setacciate la ricotta e versatela in una terrina. Sbattetela con la frusta aggiungendo 50 g di zucchero.
Filtrate la panna alla camomilla in una ciotola capiente, unendo 50 g di zucchero e un pizzico di sale. Montate la panna fino a quando non sarà soffice e compatta.
Incorporate delicatamente la panna montata alla spuma di ricotta.
Tagliate la torta di miele ebraica in tre strati e bagnateli con il restante liquore Strega. Farcite ogni strato con la spuma di ricotta alla camomilla.
Completate con una spolverata di caffè in polvere.

martedì 10 luglio 2012

Pasta fredda con prosciutto croccante, melone e rucola

Il 20 luglio mi occuperò del catering per ALTROGRILL, l’ormai immancabile cena di inizio estate organizzata a Ferrara da Circomassimo Arcigay e Arcilesbica. 
Superati i dieci anni di attività, l’associazione LGBT di Ferrara è un motore continuo di iniziative, un vero cuore pulsante in una città da sempre attenta alle identità di genere.
Circomassimo è impegnata nell’affermazione e nella tutela dei diritti delle persone omosessuali, e contribuisce allo sviluppo e alla diffusione della cultura omosessuale attraverso dibattiti, informazione, azioni politiche, incontri nelle scuole, eventi ludici e aggregativi allo scopo di superare il pregiudizio e prevenire o eliminare qualsiasi tipo di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale.
Nel fresco del Parco Urbano, accompagnati dalla musica di Radio Monte Carlo, potrete gustare piatti estivi e rinfrescanti, nuovi incontri di gusto nella tradizione di Neparliamoacena Banqueting:

– Riso rosso selvatico al limone con feta e menta
– Insalata di pasta con pollo e avocado
– Pasta fredda con prosciutto croccante, melone e rucola
– Melanzane alla griglia con olive, basilico e aceto balsamico
– Insalata con finocchi e arance
– Braciole, salsiccia e pollo marinato alla brace
– Pesche al vino bianco

Una serata aperta a tutti. Gay, lesbian and everyone we know!
È obbligatorio prenotare entro il 16 luglio inviando una mail a:
info@circomassimo.org o ferrara@arcilesbica.it
oppure un SMS al numero: 
347.2157664
Per maggiori informazioni (e per qualche foto in anteprima) potete consultare il sito www.circomassimo.org.

PRIMI > PASTA FREDDA CON PROSCIUTTO CROCCANTE, MELONE E RUCOLA

Farfalle > 320 g
Prosciutto crudo > 150 g
Melone > 1
Rucola > 100 g
Olio extravergine d’oliva > ½ bicchiere
Sale > 1 pizzico
Pepe > 1 pizzico

Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua salata, scolatela e fatela raffreddare con un getto veloce di acqua fredda. Scolatela nuovamente, asciugatela con uno strofinaccio pulito e versatela nell’insalatiera. Questo passaggio è molto importante: se la pasta rimane bagnata assorbirà l’acqua, e l’insalata risulterà collosa.
Conditela con poco olio extravergine d’oliva e lasciatela in frigo per circa un’ora.
Nel frattempo tagliate il prosciutto a straccetti e rosolatelo in una padella con un filo d’olio, fino a quando non risulterà croccante.
Pulite il melone e tagliatelo a cubetti, quindi spezzate la rucola con le mani dopo averla lavata e asciugata bene.
Togliete la pasta dal frigo, aggiungete il restante olio extravergine d’oliva e gli ingredienti preparati, mescolate bene e servite subito, con una grattata fresca di pepe.

sabato 7 luglio 2012

Spezzatino di pollo in salsa di cipolla e fichi neri

Il passato torna quando meno te lo aspetti. A me è successo oggi. Prima mi era capitato raramente, o in forme più leggere, ma oggi è stato tutto più intenso. Sono tornato indietro di qualche anno. È stato un bene, ma fa comunque male.
Ognuno di noi ha il suo fantasma. Ho rivisto quello che ero. Quello che voglio tornare a essere. Uno che non aveva paura di buttarsi, uno capace di inventare nuovi futuri.
Mi sento più forte di prima. Ci sto bene nella mia pelle e sono stanco di svegliarmi infelice senza un particolare motivo, stanco di ritrovarmi in una routine che non lascia spazio all’improvvisazione.
La verità e che sono felice di ricominciare. Mi sento tutto nuovo come un bambino. Come quando si esce dal dolore, quando si sopravvive alla sofferenza e si torna finalmente a respirare. Nuove mete, nuovi scopi, nuove persone, nuove strade da percorrere. È tornato il sorriso, è tornata l’emozione, la voglia di fare: anche se poi la vita rimane la stessa, si impara ad affrontarla con occhi nuovi.
Un solo sentiero e un solo scopo, la felicità. E non per sopravvivere, ma per esistere.
Ho voglia di risvegliare fantasmi, saldare conti col passato.
Il tempo porta con sé variabili impreviste a noi, ai rapporti, alle circostanze, ai caratteri.
E come ogni persona felice, penso sia giusto condividere e far trapelare questo senso di felicità per contagiare altre persone.

SECONDI > SPEZZATINO DI POLLO IN SALSA DI CIPOLLA E FICHI NERI

Spezzatino di pollo > 500 g
Cipolle > 500 g
Fichi neri > 6
Marmellata di fichi > 2 cucchiai
Olio extravergine d’oliva > 4 cucchiai
Aceto di vino bianco > 4 cucchiai
Vino bianco > ½ bicchiere
Zucchero > 100 g
Fave di tonca > 1
Sale > 1 pizzico
Pepe di Sichuan > 1 pizzico

Infarinate lo spezzatino di pollo e fatelo rosolare in una padella antiaderente con l’olio extravergine d’oliva, profumandolo con mezza fava di Tonka grattugiata.
Sfumatelo con il vino bianco, e cuocetelo a fiamma viva fino a quando non avrà preso un bel colore dorato.
Togliete lo spezzatino dal fuoco e tenetelo da parte.
Sbucciate le cipolle, affettatele finemente, mettelele in una ciotola capiente e tenetele a bagno per un’ora nell’acqua fredda.
Scolatele e fatele cuocere nella stessa padella antiaderente con acqua bollente, facendola assorbire pian piano, un mestolo alla volta.
Dopo trenta minuti aggiungete lo zucchero, il sale e l’aceto.
Proseguite la cottura per altri venti minuti e poi unite alla salsa anche i fichi tagliati a spicchi e la marmellata (se non è stagione di fichi, potete raddoppiare la dose di marmellata).
Cuocete la salsa mescolando spesso, fino a quando le cipolle non si saranno completamente disfatte.
Aggiungete quindi alla salsa lo spezzatino di pollo e fatelo insaporire per qualche minuto.
Servitelo caldo, con una generosa spolverata di pepe di Sichuan macinato fresco e la restante fava di Tonka grattugiata.