Ieri sera a cena ci siamo chiesti come siamo arrivati a questo punto: a vivere ogni cosa come una rissa da stadio, con un nemico da insultare e umiliare.
Eravamo con un amico e il discorso è caduto sui commenti apparsi sotto due mie foto recenti: una in cui bacio mio marito, l’altra scattata al Pride di Rovigo insieme a Vladimir Luxuria.
«Che monnezza», «Senza vergogna», «Fate proprio schifo», «Immagine raccapricciante», «Ma andate a lavorare, luridi», e poi battute sul corpo, allusioni, risatine da branco.
Più che le singole parole, mi ha colpito il meccanismo: quella cattiveria ripetuta e compiaciuta, e la relativa fretta di schierarsi, scegliere una curva, trovare subito un nemico.
Negli ultimi anni la politica ha alimentato questo clima giorno dopo giorno, e una parte della società lo ha fatto proprio. Si discute sempre meno per capire e sempre più per colpire. Conta stare dalla parte giusta della barricata: esultare quando l’altro sbaglia, insultare appena appare sullo schermo.
È la logica tossica degli ultras: noi contro loro. Così un bacio tra due persone sposate diventa una provocazione. Una foto a un Pride è una dichiarazione di guerra. Una persona smette di essere tale e diventa un simbolo da applaudire o fischiare.
Il problema non siamo io e Giorgio né Vladimir Luxuria. Il problema è una società che tollera senza troppo scandalo la violenza quotidiana, le stragi del calcio, lo spreco di denaro pubblico, ma si agita davanti a persone che si vogliono bene.
E questo analfabetismo emotivo fa molta più paura delle mie foto, credetemi.
Voi da che parte vi schierate?
SECONDI > VERDESCA AL FORNO CON PESCA TABACCHIERA, LIME, ZENZERO E PEPERONCINO
Pesche tabacchiere > 3
Lime > 1
Zenzero fresco > 10 g
Peperoncino > 1 cucchiaino
Panko > 4 cucchiai
Salsa di soia > 3 cucchiai
Miele > 1 cucchiaino
Vino bianco > ½ bicchiere
Olio EVO > 4 cucchiai
Sale > 1 pizzico
Pepe > 1 pizzico
Lavate le pesche tabacchiere, asciugatele e tagliatele a spicchi sottili, lasciando la buccia. Sceglietele mature ma ancora sode, così in forno resteranno compatte e non copriranno il sapore del pesce.
In una ciotola mescolate la salsa di soia col miele, il succo di mezzo lime, un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, lo zenzero grattugiato e un pizzico di peperoncino.
Adagiate i tranci di verdesca in una pirofila foderata di carta forno, salateli appena e spennellateli con la marinata.
Distribuite intorno e sopra il pesce gli spicchi di pesca tabacchiera, quindi versate sul fondo il vino bianco.
Mescolate il panko con la scorza grattugiata del lime, un filo d’olio e il pepe.
Cospargete la superficie della verdesca con questo composto, lasciando intravedere il pesce e le pesche.
Cuocete in forno già caldo a 190° per 15-18 minuti, fino a quando la verdesca non sarà morbida e la superficie leggermente dorata.
Durante la cottura controllate che il fondo resti umido; se serve, aggiungete un cucchiaio d’acqua calda o altro vino bianco.
Sfornate, lasciate riposare un minuto e completate con poca scorza di lime, qualche goccia del suo succo e, per chi ama il piccante, un ulteriore pizzico di peperoncino.
Servite caldo, raccogliendo il fondo di cottura con un cucchiaio e versandolo sul pesce. La pesca tabacchiera deve restare morbida, profumata, ancora intera, con la buccia appena arrossata e il succo mescolato al lime, allo zenzero e al peperoncino.
























